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La casetta di plaid

Il rigido inverno ci costringe spesso a casa e a casa i bimbi si annoiano.

I giochi sono sempre quelli e poi si sa, quelli comprati stufano presto.

Ultimamente ci siamo inventati un nuovo gioco: la casetta di plaid.
Consiste nel creare una casetta con una coperta o un lenzuolo. Noi l’abbiamo incastrata nel divano.
Dopo di ché è stato Samuele a condurre il gioco. Il plaid è un po’ caduto, allora dopo averlo “tirato” per bene, è stato utilizzato per far scivolare una pallina e per arrampicarcisi sopra.
Samuele, che ha un anno, adora tutti i giochi legati alla fisicità. Ha imparato da poco a camminare, sta scoprendo lo spazio attorno a lui e le possibilità del suo corpo. Adora camminare, ma anche arrampicarsi, scavalcare cuscini, ostacoli vari, infilarsi sotto le sedie, il seggiolone, i mobili…sembra un militare di trincea!

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Questa settimana siamo stati molto impegnati. Essì, perché Samuele si è preso la sua prima influenzona. E ne abbiamo sofferto un po’ tutti direi.
Probabilmente è stato un virus preso al Lilliput, il centro per mamme e bambini in cui siamo andati un paio di volte, luogo dove le bave bambinesche si scambiano senza bisogno di baci.

E’ stata la prima volta che ci siamo preoccupati veramente per la sua salute e io e papà Dani abbiamo provato un sentimento nuovo, strano, fortissimo, di responsabilità e di dispiacere per il dolore che stava provando nostro figlio. E meno male che si è trattato solo di una influenza.

Mi sono sentita vicina a tutte le mamme che soffrono veramente per i loro bambini malati. Che dolore indescrivibile, dev’essere.

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Da quando Samuele ha iniziato a gattonare è difficile cucinare perché in men che non si dica si caccia in qualche guaio e in casa ci sono un sacco di pericoli: fili elettrici, sportelli, spigoli, appendiabiti ecc…

Bisognerebbe andargli dietro e dirgli sempre: “no!”.
Che stress!!! Sia per lui che per me.
D’altronde non è neanche possibile eliminare ogni potenziale pericolo e sarebbe anche controproducente: la casa non è un asilo nido ed è bene che i bimbi imparino subito che è un ambiente dove vivono anche altre persone ed è giusto che sia funzionale per tutti quanti, non solo per loro.

Mentre cucino (o tento di farlo) Samuele viene vicino a me e inizia ad armeggiare con i cassetti e gli sportelli della cucina e oltre a rischiare ogni 2 secondi di schiacciarsi le dita, padroneggia oggetti non proprio adatti a un bimbo di un anno.
E così abbiamo avuto la bella idea di dedicargli un cassetto della cucina (quello più basso) tutto per lui, pieno di oggetti curiosi che può toccare, usare, sbattere e portare in giro per la casa. Per evitare che si faccia male ho messo due megalego morbidosi dietro il cassetto, in modo che questo rimanga leggermente aperto, giusto lo spazio di una manina!
Da quando Samuele ha il suo cassetto della cucina, si è disinteressato degli altri e io ho il tempo di cucinare qualcosa.

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