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Da quando Samuele ha iniziato a gattonare è difficile cucinare perché in men che non si dica si caccia in qualche guaio e in casa ci sono un sacco di pericoli: fili elettrici, sportelli, spigoli, appendiabiti ecc…

Bisognerebbe andargli dietro e dirgli sempre: “no!”.
Che stress!!! Sia per lui che per me.
D’altronde non è neanche possibile eliminare ogni potenziale pericolo e sarebbe anche controproducente: la casa non è un asilo nido ed è bene che i bimbi imparino subito che è un ambiente dove vivono anche altre persone ed è giusto che sia funzionale per tutti quanti, non solo per loro.

Mentre cucino (o tento di farlo) Samuele viene vicino a me e inizia ad armeggiare con i cassetti e gli sportelli della cucina e oltre a rischiare ogni 2 secondi di schiacciarsi le dita, padroneggia oggetti non proprio adatti a un bimbo di un anno.
E così abbiamo avuto la bella idea di dedicargli un cassetto della cucina (quello più basso) tutto per lui, pieno di oggetti curiosi che può toccare, usare, sbattere e portare in giro per la casa. Per evitare che si faccia male ho messo due megalego morbidosi dietro il cassetto, in modo che questo rimanga leggermente aperto, giusto lo spazio di una manina!
Da quando Samuele ha il suo cassetto della cucina, si è disinteressato degli altri e io ho il tempo di cucinare qualcosa.

Cosa mangia Samuele?

Non sono un’esperta di alimentazione e da quando Samuele ha inziato a mangiare cibi solidi mi sono dovuta documentare in merito.
Purtroppo non c’è un’idea comune sull’alimentazione dei bambini, ma moltissime, sia riguardo al tipo di alimenti, sia riguardo alla loro preparazione.

Questi sono gli alimenti che ad oggi mangia Samuele (11 mesi)

Legumi
Lenticchie rosse decorticate
Piselli freschi
Piselli secchi in fiocchi

Cereali
Pastina di grano, bianca (troppa ahimé)
Farina di mais (polenta)
Fiocchi d’avena
Miglio
Cous cous

Verdure
Praticamente tutte, comunque: carote, zucchine, zucca, bietole, cavoli, broccoli, patate, ecc…

Frutta
Arance, mandarini, mele, pere, uva, melone, anguria, fichi secchi…

Altro
Come condimenti usiamo olio extra vergine di oliva, un po’ di sale, semi di lino tritati.
E poi: yogurt bianco, ogni tanto un biscottino, fette biscottate…
La nonna gli propina carne bianca e qualche pesciolino leggero insieme alla pappa.
I formaggi non sembra gradirli, nemmeno il famigerato parmigiano nella pappa.

Samuele in genere gradisce tutto, è una buona forchetta! Ma quando ci sono gusti nuovi o particolari si incuriosisce e se c’è qualcosa che non gli piace non c’è verso di fargli cambiare idea e non credo neanche sia producente tentare di farlo. Ognuno di noi ha i propri gusti ed è doveroso rispettarli.

Per le preparazioni posterò qualche ricetta, ma in generale ci piacciono preparazioni semplici che non cambiano molto il sapore dei cibi. Il gusto dei bambini è molto sviluppato e grazie ad esso riescono a gradire sapori semplici e delicati, senza bisogno di aggiungere particolari condimenti.

Insieme alle pappine Samuele spizzica dai nostri piatti moderate quantità di cibo, in base anche a cosa mangiamo noi, perciò la lista fatta è abbastanza indicativa, perché gli alimenti che ha mangiato sono molti di più anche se in quantità moderate.
Per quanto riguarda le intolleranze e le allergie infatti ci fidiamo di quello che dice Piermarini: se il bimbo gradisce vuol dire che non dovrebbero esserci problemi e comunque “proviamo” gli alimenti nuovi in quantità moderate e osserviamo gli eventuali effetti collaterali.

A presto!

Da quando Samuele ha iniziato a mangiare cibi solidi ho iniziato a leggere qualcosa sull’argomento, come il già citato “Io mi svezzo da solo” di Piermarini.

Con Samu abbiamo iniziato da subito l’autosvezzamento, con sua enorme gioia, ma meno del suo intestino dato che è diventato stitico!!!

“Grazie” a questo inconveniente abbiamo dovuto modificare la prima scelta, abbinando agli assaggi che Samuele ama fare autonomamente, le famigerate pappine.
Inoltre, informandomi e leggendo circa l’alimentazione dei bambini, ho iniziato ad avere dubbi sulla scelta che avevamo fatto in precedenza.

Alla fine, dopo vari tentennamenti sono arrivata a questa conclusione:
il concetto che l’autosvezzamento porta con sé, di autonomia, di ascolto dei bisogni del bambini, di ascolto delle sue competenze innate è bellissimo e grazie ad esso il bambino incomincia un bellissimo rapporto con il cibo. A livello nutrizionale però c’è da dire che la famiglia deve avere una alimentazione non solo corretta, ma “vicina” ai bisogni di un bimbo di pochi mesi.
A questo punto i casi sono due: o la famiglia cambia la propria alimentazione per poter fare autosvezzamento in tutta tranquillità o non si fa autosvezzamento. In effetti lo dice lo stesso Piermarini che la famiglia dovrebbe assumere uno stile alimentare più salutare.
Noi a casa non mangiamo molte porcherie e chi ci conosce sa che siamo abbastanza attenti a quello che mangiamo, ma malgrado questo non credo che quello che mangiamo vada bene per ora per l’alimentazione di Samuele e non mi è sembrato neanche giusto variare il nostro modo di mangiare per fare autosvezzamento.

Infine, c’è da dire che ultimamente Samuele la sera mangia da solo (non nel senso che gli dò il cucchiaino e se la sbriga lui!) e noi mangiamo quando lui va a letto.
Anche qui abbiamo cambiato spesso idea. Ci piaceva il concetto di riunirci tutti insieme per cena e mangiare tutti insieme, ma ci piace anche tanto la possibilità di mangiare soli noi due per ritrovare un po’ di tranquillità e un po’ di rapporto di coppia che in questo periodo viene spesso trascurato.
Dunque di norma mangiamo quando Samu è a letto, ma ogni tanto capita di mangiare tutti insieme, tipo quando siamo a cena fuori o dai nonni o quando abbiamo tanta fame e non ci va di aspettare la nanna del Samu.

Insomma tutto questo per dire che va bene leggere e informarsi, ma poi ogni famiglia trova la sua, di soluzione.
Per dire anche che può capitare di sbagliare e di cambiare idea, anche perché le situazioni e le persone cambiano.

In viaggio con i piccoli

In questi giorni da brava famigliola organizzata, ci stiamo occupando di definire le nostre vacanze: prenotazioni varie, giorni di ferie prese al lavoro, documenti necessari…

Documenti necessari???
Perché, dove andate di così lontano???

Non andiamo lontano anzi, restiamo in Italia, ma ho scoperto che quando si viaggia con bambini piccoli (fino a 15 anni) è necessario avere un documento che si chiama “lasciapassare”.

Quali documenti servono:
– 2 fototessere
– il certificato di nascita
– la fotocopia della carta d’identità di entrambi i genitori

Dove farlo:
– Nel comune di residenza. Serve la firma di entrambi i genitori. Il comune si preoccuperà di inviare il documento in questura.

Quanto ci vuole:
– Un mesetto, mi hanno detto. Ma su internet si dice che se si ha fretta si può portare la richiesta personalmente in questura per risparmiare tempo…ma è da verificare.

Per quando tempo è valido:
– Su internet le informazioni sono discordanti. Nel mio comune di residenza mi hanno detto che validità è di 5 anni.

Stamattina siamo andati con il Samu a fare le fototessere…Wow! Samuele è rimasto affascinato dalla macchina fotografica appesa al cavalletto, tanto che nella foto appare nella sua posa più classica: bocca spalancata, labbro all’ingiù e sguardo indagatore!

Quanta fatica!

Di solito quando si parla di maternità e bimbi piccoli, gli argomenti principali sono: la gioia, la soddisfazione, la felicità immensa…tutti sentimenti positivi.
Questo però è molto riduttivo perché è indubbio che insieme a questi sentimenti c’è anche tanta tanta fatica. E le mamme lo sanno.
E’ sbagliato secondo me omettere sempre questa parte…sembra così che le mamme devono solo essere felici e serene.
Quante giovani mamme mi hanno confidato di sentirsi in colpa per la loro depressione, la loro stanchezza, la mancanza di gioia per la loro situazione, proprio perché nessuno parla di questi sentimenti, che sono normalissimi in una donna che vive un momento così particolare.
Il corpo che cambia, il rapporto con il compagno da rifare d’accapo, la stanchezza che incombe, i piccoli grandi problemi di allattamento, e gli ormoni che impazziscono.  In più ci sono il lavoro e la casa da portare avanti.

E allora che fare? Stare con altre mamme, farsi aiutare in casa, trovare dei momenti per stare soli con il proprio compagno, e stare tranquille perché pian piano tutto migliora e gli equilibri si riassestano anche con il piccolo intruso!!!

Grazie papà!

Caro papà,

quante cose vorrei dirti…
Vorrei dirti grazie per tutti i giochi che mi fai fare! Mi diverto un sacco quando suoniamo la chitarra insieme, quando mi porti a cavalluccio o quando giochiamo insieme a palla.
Grazie per tutte le cose che mi insegni: i versi degli animali, i nomi degli oggetti, i gesti, il batti-cinque…
Grazie per sopportarmi quando sono nervoso perché ho fame, ho sonno oppure perché sono di cattivo umore.
Ti ringrazio papà di tutte le volte che di notte mi sveglio perché mi prudono le gengive o perché ho voglia di compagnia e tu mi prendi in braccio e mi stringi forte forte! Mi piace così tanto che quando decidi di mettermi giù mi metto subito a piangere…ancora un minutino, ancora un minutino!!!
Grazie papà per tutti posti che mi hai fatto visitare e perché pensi sempre a quello che è meglio per me!

Io non so ancora dirtele tutte queste cose, ma per dimostrarti quanto ti voglio bene oggi ho detto per la prima volta:

PA-PA’

(E per la cronaca: in fatto di mamma…siamo ancora a “babba”..UFFA!)

samu gattonaEcco che Samuele finalmente si sposta da solo per la stanza!
– Ha imparato a gattonare – direte voi!
No!!! Si trascina di qua e di là stile soldato in trincea utilizzando i gomiti. Ogni tanto tira su il sederino, ma poi ricade subito.
Preferisce le superfici lisce e “complicate”: sotto le sedie, i tavoli e adora rincorrere i suoi giochini da un lato all’altro della stanza.

Che amore!!!