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Archive for the ‘svezzamento’ Category

Il libro che sto leggendo in questi giorni è di Jesper Juul (di cui ho già letto “Il bambino è competente”) e si tratta di: “Ragazzi, a tavola!”.

In questo libro Juul parla delle relazioni familiari in relazione alla preparazione del pasto e al pranzo vero e proprio.
Non ho ancora finito di leggerlo, ma regala tante energie positive e voglia di migliorarsi.
A differenza della maggior parte degli autori dei libri del settore, Juul non dà soluzioni, ricette, trucchi o indicazioni per una buona relazione con i figli, ma insegna a trovare la PROPRIA soluzione, quella adatta alla propria famiglia, attraverso esempi e spunti di riflessione.

Consigliato a tutti i genitori di bambini piccoli e grandi.

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Non sono un’esperta di alimentazione e da quando Samuele ha inziato a mangiare cibi solidi mi sono dovuta documentare in merito.
Purtroppo non c’è un’idea comune sull’alimentazione dei bambini, ma moltissime, sia riguardo al tipo di alimenti, sia riguardo alla loro preparazione.

Questi sono gli alimenti che ad oggi mangia Samuele (11 mesi)

Legumi
Lenticchie rosse decorticate
Piselli freschi
Piselli secchi in fiocchi

Cereali
Pastina di grano, bianca (troppa ahimé)
Farina di mais (polenta)
Fiocchi d’avena
Miglio
Cous cous

Verdure
Praticamente tutte, comunque: carote, zucchine, zucca, bietole, cavoli, broccoli, patate, ecc…

Frutta
Arance, mandarini, mele, pere, uva, melone, anguria, fichi secchi…

Altro
Come condimenti usiamo olio extra vergine di oliva, un po’ di sale, semi di lino tritati.
E poi: yogurt bianco, ogni tanto un biscottino, fette biscottate…
La nonna gli propina carne bianca e qualche pesciolino leggero insieme alla pappa.
I formaggi non sembra gradirli, nemmeno il famigerato parmigiano nella pappa.

Samuele in genere gradisce tutto, è una buona forchetta! Ma quando ci sono gusti nuovi o particolari si incuriosisce e se c’è qualcosa che non gli piace non c’è verso di fargli cambiare idea e non credo neanche sia producente tentare di farlo. Ognuno di noi ha i propri gusti ed è doveroso rispettarli.

Per le preparazioni posterò qualche ricetta, ma in generale ci piacciono preparazioni semplici che non cambiano molto il sapore dei cibi. Il gusto dei bambini è molto sviluppato e grazie ad esso riescono a gradire sapori semplici e delicati, senza bisogno di aggiungere particolari condimenti.

Insieme alle pappine Samuele spizzica dai nostri piatti moderate quantità di cibo, in base anche a cosa mangiamo noi, perciò la lista fatta è abbastanza indicativa, perché gli alimenti che ha mangiato sono molti di più anche se in quantità moderate.
Per quanto riguarda le intolleranze e le allergie infatti ci fidiamo di quello che dice Piermarini: se il bimbo gradisce vuol dire che non dovrebbero esserci problemi e comunque “proviamo” gli alimenti nuovi in quantità moderate e osserviamo gli eventuali effetti collaterali.

A presto!

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Da quando Samuele ha iniziato a mangiare cibi solidi ho iniziato a leggere qualcosa sull’argomento, come il già citato “Io mi svezzo da solo” di Piermarini.

Con Samu abbiamo iniziato da subito l’autosvezzamento, con sua enorme gioia, ma meno del suo intestino dato che è diventato stitico!!!

“Grazie” a questo inconveniente abbiamo dovuto modificare la prima scelta, abbinando agli assaggi che Samuele ama fare autonomamente, le famigerate pappine.
Inoltre, informandomi e leggendo circa l’alimentazione dei bambini, ho iniziato ad avere dubbi sulla scelta che avevamo fatto in precedenza.

Alla fine, dopo vari tentennamenti sono arrivata a questa conclusione:
il concetto che l’autosvezzamento porta con sé, di autonomia, di ascolto dei bisogni del bambini, di ascolto delle sue competenze innate è bellissimo e grazie ad esso il bambino incomincia un bellissimo rapporto con il cibo. A livello nutrizionale però c’è da dire che la famiglia deve avere una alimentazione non solo corretta, ma “vicina” ai bisogni di un bimbo di pochi mesi.
A questo punto i casi sono due: o la famiglia cambia la propria alimentazione per poter fare autosvezzamento in tutta tranquillità o non si fa autosvezzamento. In effetti lo dice lo stesso Piermarini che la famiglia dovrebbe assumere uno stile alimentare più salutare.
Noi a casa non mangiamo molte porcherie e chi ci conosce sa che siamo abbastanza attenti a quello che mangiamo, ma malgrado questo non credo che quello che mangiamo vada bene per ora per l’alimentazione di Samuele e non mi è sembrato neanche giusto variare il nostro modo di mangiare per fare autosvezzamento.

Infine, c’è da dire che ultimamente Samuele la sera mangia da solo (non nel senso che gli dò il cucchiaino e se la sbriga lui!) e noi mangiamo quando lui va a letto.
Anche qui abbiamo cambiato spesso idea. Ci piaceva il concetto di riunirci tutti insieme per cena e mangiare tutti insieme, ma ci piace anche tanto la possibilità di mangiare soli noi due per ritrovare un po’ di tranquillità e un po’ di rapporto di coppia che in questo periodo viene spesso trascurato.
Dunque di norma mangiamo quando Samu è a letto, ma ogni tanto capita di mangiare tutti insieme, tipo quando siamo a cena fuori o dai nonni o quando abbiamo tanta fame e non ci va di aspettare la nanna del Samu.

Insomma tutto questo per dire che va bene leggere e informarsi, ma poi ogni famiglia trova la sua, di soluzione.
Per dire anche che può capitare di sbagliare e di cambiare idea, anche perché le situazioni e le persone cambiano.

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Avete mai pensato alla parola svezzamento?
Svezzamento=togliere il vezzo, cioè il vizio, di ciucciare dal seno, introducendo i cibi solidi.

Non è farina del mio sacco, ma di un pediatra che ha scritto un libro molto interessante sull’alimentazione dei bimbi. (“Io mi svezzo da solo”, Piermarini)
Me l’ha regalato D.: dai che qualcosa di buono questo povero marito ogni tanto la fa!!! 🙂

E’ da questo concetto che parte tutta la descrizione di uno “svezzamento” tutto a richiesta. E’ il bambino che, come ha fatto fin’ora con l’allattamento, decide quali alimenti introdurre e in quali quantità.
Ma…come?
Dai 6 mesi circa, propone di mettere a tavola il bambino insieme ai genitori. Pian piano si interesserà all’attività del mangiare, più per gioco che  altro. Quando lo riterrà opportuno vorrà assaggiare, toccare, sentire…e dal gioco si passerà lentamente alla nutrizione. Parallelamente sarà sempre il bambino a richiedere meno latte dal seno, passando in modo graduale e senza costrizioni all’alimentazione solida.
L’unico compito che devono fare i genitori è quello di avere un’alimentazione per lo più sana e scegliere loro gli alimenti tra i quali il bimbo potrà assaggiare, proponendoglieli opportunatamente sminuzzati, o schiacciati ecc…

E’ un metodo che mi ispira molto. Lasciare fare al bambino il suo svezzamento mi sembra giusto sia dal punto di vista nutrizionale (chi meglio di lui conosce i modi, gli alimenti migliori, i tempi più giusti e le quantità più adeguate?), sia da quello educativo: mi sembra che in questo modo possa rendersi più responsabile.

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