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Archive for the ‘Libri’ Category

Il libro che sto leggendo in questi giorni è di Jesper Juul (di cui ho già letto “Il bambino è competente”) e si tratta di: “Ragazzi, a tavola!”.

In questo libro Juul parla delle relazioni familiari in relazione alla preparazione del pasto e al pranzo vero e proprio.
Non ho ancora finito di leggerlo, ma regala tante energie positive e voglia di migliorarsi.
A differenza della maggior parte degli autori dei libri del settore, Juul non dà soluzioni, ricette, trucchi o indicazioni per una buona relazione con i figli, ma insegna a trovare la PROPRIA soluzione, quella adatta alla propria famiglia, attraverso esempi e spunti di riflessione.

Consigliato a tutti i genitori di bambini piccoli e grandi.

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il bambino è competenteGirovagando di qua e di là per internet ho scoperto questo libro il cui titolo mi ha subito incuriosito: “Il bambino è competente”.
In che senso è competente? Che sa fare? Non dobbiamo insegnargli noi adulti a parlare, a camminare, a mangiare… ecc ecc?

Siamo abituati così, ma in realtà in bambino nasce già con tante capacità: sa quando ha fame (e piange per farcelo capire), sa quando ha sonno (e infatti se messo nelle condizioni, dorme), sa quando si annoia e vorrebbe giocare, o vedere qualcosa. E così via.

A partire dall’allattamento a richiesta, dove è il bambino a scegliere quando mangiare, per continuare con l’autosvezzamento, mi sono resa conto che questo libro era proprio fatto per noi! Mi ha finalmente chiarito la questione nanna tanto che ora anche se mi sveglio ancora parecchie volte a notte, sono molto più tranquilla perché so che Samuele SA DORMIRE, ed è normale che si svegli.
Inoltre ci sono tante situazioni “tipo” con bambini un po’ più grandicelli: come gestire i “no”, i “capricci” ecc ecc, senza crescere un bimbo viziato ma anche senza negare la sua personalità.

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fate_la_nannaPer i problemi di sonno dei bimbi molti consigliano questo libro “Fate la nanna”, di Estivill.
Trattasi di un famoso e ormai diffuso metodo che prevede di applicare un metodo ben preciso, orologio alla mano, per cui giorno dopo giorno si lascia piangere il bimbo sempre un pochino di più quando lo si lascia da solo in camera a dormire.
Risultato assicurato: dopo tot giorni il bimbo dorme da solo, senza l’aiuto di genitori.
Fantastico!! Direte voi. Ma a che prezzo? Il bambino impara a dormire da solo oppure capisce che piangere è inutile perché nessuno viene a consolarlo?

Sono tante le mamme che utilizzano questo metodo, ma a me proprio non va giù e tutte le volte che mi hanno consigliato di comprare il libro di Estivill, non so perché ma il mio istinto mi ha sempre fatto storcere il naso.

il mio bambino non mi dormePoi, mi sono per caso (ma chissà se è un caso) imbattuta nel libro di Sara Letardi: “Il mio bambino non mi dorme” che non propone nessun metodo ma semplici e dolci consigli per mamme papà e bimbi bisognosi di sonno. Stesso risultato, tanta fatica in più perché il metodo lo trovi tu in base a tuo figlio, ma senza lacrime aggiunte.

Molto meglio no?

 

 

 

Questa è una simpatica poesia che campeggia sulla ML Estivillnograzie:

L’Estivillo Furioso – una ninna-nanna 😉
Sara

Nella grotta tenebrosa,
c’è un omin che non riposa.
Non si sa se fu un folletto
a buttarlo giù dal letto
od un sortilegio strano
a stregare la sua mano.

Da cent’anni, il poveretto,
più non dorme nel suo letto
e nella notte, chino chino,
scrive accanto a un lumicino.
Per amore dei bambini
o per passione dei soldini?

La sua mano scrive lesta,
va veloce la sua testa.
“Fa la nanna!”, “Fa la pappa!”
“Fa la cacca se non scappa!”
Con un ton da professore,
circuisce il genitore.

“Genitori, attenti, attenti!
-lui ti sibila fra i denti-
quando il mondo fu creato,
non son stato consultato!
La natura si è sbagliata,
la lacuna va colmata!

Del bambino spremiagrumi,
si son perse le istruzioni!
Che disastro, che scompiglio
fa la nascita di un figlio.
Ma pel vostro godimento,
ecco tosto il trattamento.

Il bimbetto appena nato,
presto presto va educato,
senza un po’ di disciplina,
vostro figlio andrà in rovina,
e col pianto il bugiardello
vi risciacquerà il cervello!

Il segreto che vi svelo
applicatelo con zelo.
Via la tetta, via il lettone,
ma orologio e decisione.
E per vostra buona stella
v’è dei tempi una tabella.”

Fu l’amore pei bambini
o l’odore dei soldini
a offuscare quel cervello
dell’ometto saputello?
Ma io credo… che disdetta,
fu carenza della tetta!

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Avete mai pensato alla parola svezzamento?
Svezzamento=togliere il vezzo, cioè il vizio, di ciucciare dal seno, introducendo i cibi solidi.

Non è farina del mio sacco, ma di un pediatra che ha scritto un libro molto interessante sull’alimentazione dei bimbi. (“Io mi svezzo da solo”, Piermarini)
Me l’ha regalato D.: dai che qualcosa di buono questo povero marito ogni tanto la fa!!! 🙂

E’ da questo concetto che parte tutta la descrizione di uno “svezzamento” tutto a richiesta. E’ il bambino che, come ha fatto fin’ora con l’allattamento, decide quali alimenti introdurre e in quali quantità.
Ma…come?
Dai 6 mesi circa, propone di mettere a tavola il bambino insieme ai genitori. Pian piano si interesserà all’attività del mangiare, più per gioco che  altro. Quando lo riterrà opportuno vorrà assaggiare, toccare, sentire…e dal gioco si passerà lentamente alla nutrizione. Parallelamente sarà sempre il bambino a richiedere meno latte dal seno, passando in modo graduale e senza costrizioni all’alimentazione solida.
L’unico compito che devono fare i genitori è quello di avere un’alimentazione per lo più sana e scegliere loro gli alimenti tra i quali il bimbo potrà assaggiare, proponendoglieli opportunatamente sminuzzati, o schiacciati ecc…

E’ un metodo che mi ispira molto. Lasciare fare al bambino il suo svezzamento mi sembra giusto sia dal punto di vista nutrizionale (chi meglio di lui conosce i modi, gli alimenti migliori, i tempi più giusti e le quantità più adeguate?), sia da quello educativo: mi sembra che in questo modo possa rendersi più responsabile.

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Mi sono ritrovata, non mi ricordo più come, a leggere questo libro di Leboyer.
Racconta la nascita da un altro punto di vista, che mai avevo preso in considerazione, prima d’ora: il punto di vista del bambino!
Sembra assurdo, ma pensateci, tutte le disquisizioni in materia si fanno pensando a cosa è bene per la mamma (ed è anche giusto per carità!). Eppure anche il bambino, durante questo evento, prova delle sensazioni fortissime che (l’autore ne è convinto) saranno la causa di molti comportamenti dalla prima infanzia in poi.
Chissà se è vero, in ogni caso vi consiglio di leggerlo: fa sempre bene vederla da un altro punto di vista!

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