Il rapporto con il proprio figlio…è una riflessione a cui dedico molto tempo ultimamente.
L’idea comune attualmente è che il bimbo vada educato.
Il bambino non è capace di dormire: si sveglia sempre, noi dobbiamo INSEGNARGLI a dormire tutta la notte.
Il bambino non è capace di fare i bisogni nel vasino: per questo gli mettiamo un pannolone.
Il bambino non è capace di mangiare: è per questo che prima cerchiamo di allungare le poppate più possibile e poi, con lo svezzamento, gli diamo da mangiare a orari, e possibilmente tutto frullato, perché non sa mangiare i cibi solidi.
Il bambino non sa comportarsi bene: è capriccioso di natura, è monello…è per questo che dobbiamo insegnargli la buona educazione, a stare seduto bene, a non alzare la voce, a non sporcarsi, a non rotolarsi per terra…
Mi viene da pensare che un bambino è una creatura perfetta, una creatura di Dio. I suoi organi funzionano alla perfezione: il cuore batte, i polmoni si riempiono d’aria, l’intestino inizia a funzionare a poche ore dalla nascita. Mi ricordo che quando Samu aveva pochi giorni mi ero meravigliata nel guardare le piccole perline di sudore che una notte gli avevo trovato sulla fronte, a farmi capire che dovevo coprirlo di meno…insomma: un organismo perfetto! Perché se tutto funziona così bene, devo pensare di poter agire su di lui come voglio?
Non credo a questo punto di potermi permettere di decidere quando e cosa Samuele debba mangiare.
Non credo che la cosa migliore per lui sia di costringerlo a dormire tutta la notte, negandogli la mia presenza, il seno, il mio abbraccio quando si sveglia.
E non credo che sia giusto dirgli che fa il monello se non mangia bene, se urla, se chiede il seno al centro commerciale e interrompe di ciucciare per guardarti felice…lasciando un capezzolo scoperto: che orrore, un capezzolo al centro commerciale!
So già quali sono i pensieri che scaturiscono leggendo queste frasi, perché mi sono stati rivolti personalmente. La paura più grande è quella di sfociare nel permessivismo: tutto è concesso e non si riesce più a dire di no al bambino. Ma non è che la nostra paura sia legata a cosa penseranno gli altri quando vedranno che nostro figlio non è stato ben educato? Penseranno che non siamo capaci di fare i genitori. Vedranno nostro figlio fare i capricci, picchiare gli altri bambini, disturbare, non ubbidire…
Penso che la cosa giusta sia andare al di là di questi concetti e di iniziare a vedere l’educazione non come una manovra di dominio, di insegnamento, di addomesticazione, ma come un rapporto tra due persone, come peraltro è.
Un rapporto dove entrambi danno e ricevono, come avviene anche tra due persone adulte. Anzi, come avviene tra due persone che si sentono allo stesso livello. Il rapporto con il bambino invece è sempre su due piani differenti.
Sto ragionando molto su questo ultimamente, perché è super facile sfociare nella dominazione. Io voglio “semplicemente” godere del rapporto con mio figlio, un interscambio di esperienze e di sensazioni. Un rapporto di amore.
Lo stesso grandissimo amore che lui prova per i sui genitori.
Credo sia questa la chiave giusta per crescere un figlio nel migliore dei modi.